Rieccoci: ora ci si mette anche la polizia ad espropriare le comunità

30 aprile 2011

Allora, abbiamo già detto che i nuovi sistemi di condivisione e co-creazione generano valore che gli agenti economici cercano di appropriare/espropriare e invece le comunità tentano di proteggere. Esistono molti esempi di comunità, alcune più spontanee ed “emergenti” (tipo Couchsurfing), altre fondate e gestite dalle imprese (TomTom Map Share) e altre ancora che sembrano relativamente neutrali (Zooppa, Mechanical Turk, ecc.). Le comunità “aziendali” hanno la particolarità di organizzare e coordinare il “lavoro” dei membri per incanalare le attività di generazione di valore in un processo che prevede da un lato un ritorno per i membri stessi e dall’altro un vantaggio per l’impresa.

Prendiamo il caso TomTom perché è molto semplice e al tempo stesso interessante, ma soprattutto perché costituisce un caso di appropriazione di tipo nuovo. Allora, l’utente del programma TomTom Map Share accetta di condividere i dati del proprio navigatore e di partecipare al programma attraverso segnalazioni sugli eventuali buchi del software o della cartografia in cambio di aggiornamenti e altri servizi a condizioni agevolate. Uno scambio ragionevole, parrebbe. L’impresa consegue un vantaggio duplice: una solida e fedele customer base e un meccanismo automatico e a basso costo (crowdsourcing) di aggiornamento del software. Niente di nuovo. Il vantaggio “vero” peraltro sembra essere che attraverso questo programma il valore aggiunto prodotto dai clienti attuali che partecipano al programma può essere scaricato sui nuovi clienti e indirettamente sui concorrenti: quota di mercato, premium price, ecc. Perciò, attraverso il contributo della community l’impresa riesce a trasferire sul mercato delle nuove installazioni un vantaggio di tipo differenziale rispetto ai concorrenti. Quanta parte di questo vantaggio, una volta tradotto in profitti, ritorna indietro alla comunità? Non si sa. Possiamo dire soltanto che la comunità riceve un certo grado di supporto, servizio, risorse, ecc., ma è molto difficile capire chi realmente ci guadagna in questo scambio: se si tiene conto che il sistema si basa su meccanismi di mercato e di scambio gerarchico (aziendale), c’è da credere che il grosso resti nel bilancio aziendale.

La novità è che da qualche tempo il mercato dei navigatori langue o addirittura si riduce e le imprese come TomTom cercano margini altrove, cercando di valorizzare il proprio patrimonio. Patrimonio di che? Di informazione. Informazione di chi? Ovviamente dei consumatori, nonché membri della comunità. A chi si vendono queste informazioni fornite dai consumatori finali? Allo stato. Perché? Per facilitare la gestione del traffico. E chi altro usa questi dati? Pare che in Olanda li abbia usati la polizia*. E perché? … udite, udite: per piazzare gli autovelox nei punti in cui più spesso si oltrepassano i limiti di velocità! E perché? Non certo per tutelare i cittadini (automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni), ma per fare cassa perché i bilanci delle istituzioni pubbliche locali sono in rosso: problema comune. Assistiamo dunque a una forma di espropriazione (di natura del tutto ed esclusivamente economica) da parte dell’autorità pubblica che – in pratica – si comporta come se applicasse una tassa sul valore generato dalla comunità.

Ecco, questa è la vera novità: la co-creazione di valore comunitario è soggetta a tassazione una volta che il valore è trasferito dalla comunità al mercato e da questo ad altri mercati o addirittura allo stato. Perché se noi consumatori, ferventi sostenitori della condivisione e della co-creazione, siamo disposti ad essere scippati (in parte) dalle imprese o dagli hacker (vedi caso Sony Play Station) in cambio di vantaggi individuali o di gruppo che ricaviamo dalla partecipazione al sistema, di certo non siamo disposti a farci scippare dallo stato, dato che – parafrasando Luigi XIV – lo Stato siamo noi, ecchediamine!

http://www.forbes.com/feeds/ap/2011/04/27/business-telecommunications-equipment-eu-netherlands-earns-tomtom_8438128.html

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/04/30/news/tom-tom_polizia-15555233/


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 44 follower